Dalla Calabria alla conquista dell’Australia
Sul grande schermo, a raccontare le imprese di Giovanni Sgrò “Bello, onesto, emigrato Australia…”, tanto per rubare il titolo del film a Luigi Zampa, potrebbe essere Massimo Ghini.
“Il progetto, almeno per il momento, è accantonato - racconta con un po’ di amarezza lo stesso Sgrò - non si sono trovati i finanziamenti”. Intanto la sua storia è immortalata nel libro “Figlio del Mediterraneo”, tradotto anche in inglese. Già questa informazione basterebbe per dare un’idea di quanto intensa sia stata la vita di Giovanni Sgrò e quanto profondo il segno che ha lasciato in Australia. “Comunque - tiene a precisare - il progetto resta ancora in piedi”, a conferma che non ama arrendersi.
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Teramo Nostra ricorda il ventennale della scomparsa di Sandro Pertini
Il 24 febbraio 2010 ricorrerà il ventennale della scomparsa di una delle figure istituzionali più importanti della storia repubblicana dell’Italia.
In questi giorni del 1990, infatti, l’Italia perse uno dei figli più amati, rappresentativi e degni della sua storia, il Presidente Sandro Pertini. Il Presidente degli Italiani, un uomo di un’umanità straordinaria, di un’affabilità e semplicità disarmanti che non ha mai dimenticato le sue origini ed il suo passato. È importante che le nuove generazioni conoscano questa figura che ha saputo incarnare al meglio il proprio ruolo istituzionale e attraverso la quale sarà possibile avvicinare i giovani alle Istituzioni e ad una concezione morale, educativa ed esemplare delle stesse. Scopo dell’iniziativa è, appunto, ricordare e conoscere chi ha saputo connotare di rigore etico, dignità e senso civico la nostra Repubblica.
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Federico Contessi, l’uomo che “veglia” su Mar del Plata
I suoi cantieri hanno prodotto 112 imbarcazioni. E ad ogni varo ripete il rito della “Pezza Santa”
“A 79 anni non ho mai smesso di giocare”
Aveva 40 giorni quando il padre, Domenico, decide di lasciare San Benedetto del Tronto per tornare in Argentina. “Mio padre era pescatore – racconta Federico Contessi, classe 1931 – come suo padre e due fratelli, anche loro a Mar del Plata. Io ero il più piccolo e in mancanza di balocchi veri, giocavo con gli strumenti di un mio zio falegname navale”.
I giocattoli del Presidente degli Astilleros Naval Federico Contessi sono stati martello e scalpello. Gli stessi che usa ancora oggi in cantiere e con i quali ha costruito un impero di navi e pescherecci, vanto della flotta argentina.
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Mariza Bafile, una vita tra inchiostro e politica
Scrivere è il suo destino. La storia di Mariza Bafile, tra impegno sociale e parlamentare. Il suo mentore? Papà Gaetano, fondatore de La Voce d’Italia
Mariza Bafile ha mangiato pane e inchiostro, da sempre. Nata a Caracas, da bambina amava giocare nella redazione de La Voce d’Italia, il quotidiano fondato e diretto dal padre, Gaetano Bafile, nel 1950. “Non riesco a ricordare quando ho deciso di scrivere, la mia vita è stata subito piena di libri, rumore di rotative, articoli, penne e fogli, per cui mi è sembrata la cosa più naturale, come bere e respirare”. Mariza Bafile ha sperimentato diversi stili di scrittura come giornalista, sceneggiatrice e scrittrice, con un padre citato dal Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez nel libro Un giornalista felice e sconosciuto, non aveva scampo. “Garcia Marquez - ricorda - fa riferimento ad una inchiesta su sette siciliani scomparsi nel nulla”.
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Nicola Cerrone: dall’Abruzzo in Australia per diventare “il re dei diamanti”
Portano la sua firma gioielli audaci, ma anche oggetti liturgici donati a Papa Benedetto XVI.
Tra le donne che indossano le sue creazioni, Barbra Streisand…Ma non nasconde un dubbio: “Non ho ancora capito se sia più interessata ai miei gioielli o alla cucina di mia madre”
Alla modella Clio Ross ha fatto indossare un bikini composto da oltre 900 diamanti bianchi e neri, con taglio tondo, del valore di 2,5 milioni di dollari; a Claudia Schiffer un preziosissimo spillone per capelli lungo 16 centimetri.
Tra i suoi “pezzi” leggendari, la Georgera Elisabettiana, collana in oro bianco e diamanti di 99.69 carati, vincitrice a Parigi del “De Beers Diamonds International Awards” nel 1998, ed un collier con 336 diamanti di colore bianco, cognac e champagne di 240 carati: “il pezzo di gioielleria più importante nel suo genere mai commissionato in Australia e voluto per presentare al mondo la bellissima varietà ed unicità dei diamanti colorati estratti dalle miniere di Argyle”.
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